Visione interdisciplinare per organizzazioni sia pubbliche che private

 

Le competenze trasversali sono diventate un pilastro fondamentale nella formazione e nella gestione delle risorse umane. Sebbene il modello definito dal Ministero per la Pubblica Amministrazione sia stato concepito per rispondere alle esigenze delle amministrazioni pubbliche, il loro valore è universalmente riconosciuto. La necessità di sviluppare un percorso formativo armonico, completo e interdisciplinare, in grado di adattarsi al contesto professionale specifico, è una sfida comune anche per le aziende private.

Questo articolo esplora come il modello delle 16 competenze trasversali possa essere esteso e adattato anche alle realtà aziendali del settore privato, riconoscendo che il successo di qualsiasi organizzazione — pubblica o privata che sia — dipende sempre dalle persone che ne fanno parte.

 

Le 16 competenze trasversali: una panoramica

Le competenze trasversali rappresentano abilità e comportamenti che vanno oltre le conoscenze tecniche e specifiche di un ruolo. Difficilmente possono essere annoverate in modo certificato all’interno di un CV, a meno che non si siano frequentati corsi in materia. Esse includono capacità di problem solving, comunicazione efficace, leadership, lavoro di squadra, gestione del tempo e molto altro. Sono competenze che facilitano la collaborazione, il cambiamento e l’innovazione.

Il modello ministeriale prevede un approccio didattico che unisce teoria e pratica, favorendo l’apprendimento attivo e la trasferibilità delle competenze nel contesto lavorativo. Questo approccio si basa su una progettazione condivisa con l’amministrazione, che consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche del settore pubblico.

Ma cosa accadrebbe se queste competenze venissero estese al settore privato?

E quali vantaggi potrebbero derivare dall’adozione di un simile approccio formativo?

 

L’importanza delle competenze trasversali nel settore privato

Nel settore privato, le competenze trasversali sono altrettanto cruciali. Le aziende si trovano ad affrontare un mercato sempre più competitivo e in continua evoluzione. In questo contesto, il valore delle risorse umane non si misura più solo in base alle loro conoscenze tecniche, ma anche in funzione della loro capacità di adattarsi, collaborare e innovare.

Ad esempio, competenze come la gestione dello stress, la resilienza e la capacità di lavorare in team sono essenziali per affrontare le sfide quotidiane di un’azienda.

La leadership e la capacità decisionale, inoltre, giocano un ruolo chiave nel determinare il successo di un progetto o di un’intera organizzazione.

 

La personalizzazione del percorso formativo, così come avviene nel settore pubblico, sarebbe altrettanto vantaggiosa per le aziende private. Ogni organizzazione è di per se stessa unica e irripetibile.

Detiene esigenze specifiche, che dipendono dal settore in cui opera, dalla sua cultura aziendale e dagli obiettivi strategici. Un percorso formativo personalizzato, cioè calato sulla specifica realtà aziendale, potrebbe garantire un miglioramento tangibile delle prestazioni individuali e collettive.

 

Didattica attiva e contestualizzata: un approccio vincente

Uno degli aspetti più innovativi del modello di formazione del settore pubblico è l’utilizzo di una didattica attiva, sperimentale e contestualizzata. Questo approccio consente ai partecipanti di apprendere attraverso l’esperienza diretta, mettendo in pratica le competenze in situazioni reali o simulate.

Nel settore privato, una didattica simile potrebbe essere implementata attraverso workshop, simulazioni, case study e progetti pratici.

Ad esempio:

  • Workshop sulla comunicazione efficace: utilizzo di role-playing per migliorare le capacità di ascolto attivo e la gestione dei conflitti.
  • Simulazioni di problem solving: simulare situazioni aziendali complesse in un ambiente controllato per sviluppare capacità analitiche e decisionali.
  • Progetti interdisciplinari: creare team composti da persone con background diversi per favorire l’innovazione e il lavoro di squadra.
  • Utilizzo dello Human Design System: sperimentare sul campo il diverso assetto distributivo dei Tipi HD per verificare le regole di ottimizzazione ai vari livelli operativi del Framework.

Queste metodologie non solo migliorano l’apprendimento, ma favoriscono anche una maggiore motivazione e coinvolgimento da parte dei partecipanti.

 

La trasferibilità delle Competenze nel contesto professionale

Un elemento cruciale è la trasferibilità delle competenze, ovvero la capacità di applicare quanto appreso in situazioni lavorative reali. Per garantire questa trasferibilità, è necessario che i percorsi formativi siano strettamente legati al contesto professionale dei partecipanti.

Nel settore privato, ciò potrebbe tradursi in percorsi formativi che possano analizzare le specifiche esigenze dell’azienda, attraverso una diagnosi iniziale delle competenze necessarie.

Si possono inoltre creare esperienze formative su misura, che rispecchino fedelmente le sfide quotidiane affrontate dai dipendenti.

Si potrebbero infine includere dei follow-up per monitorare l’applicazione delle competenze acquisite e fornire un supporto continuativo nel tempo.

 

Benefit per le Aziende Private

L’adozione di un modello basato sulle 16 competenze trasversali porterebbe notevoli benefici alle aziende private, tra i quali:

Un miglioramento delle prestazioni individuali e di squadra: grazie allo sviluppo di una maggiore capacità di comunicazione, collaborazione e gestione delle sfide.

Una maggiore adattabilità al cambiamento: le competenze trasversali favoriscono la resilienza e la capacità di affrontare situazioni nuove o impreviste. Sarebbe un notevole passo in avanti rispetto a tutte quelle situazioni di resistenza al cambiamento che sovente si verificano ancora in ambito aziendale.

Innovazione e creatività: qualsiasi ambiente lavorativo che valorizza le competenze trasversali stimola conseguentemente il pensiero innovativo.

Soddisfazione e motivazione dei dipendenti: le esperienze pregresse di percorsi formativi personalizzati hanno dimostrato attenzione verso lo sviluppo professionale delle persone, aumentando così il senso di appartenenza di ogni risorsa umana.

 

La Visione integrata del Pubblico e del Privato

Le organizzazioni pubbliche e private condividono molte sfide: entrambe operano in contesti complessi e devono rispondere a richieste crescenti di efficienza, innovazione e sostenibilità.

Le competenze trasversali sono lì a rappresentare un terreno comune sul quale costruire un dialogo tra i due settori.

Nel settore pubblico, queste competenze sono spesso finalizzate a migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Nel privato, invece, il focus è sulla competitività e sui risultati economici. Tuttavia, in entrambi i casi, l’obiettivo finale è lo stesso: valorizzazione delle risorse umane per garantire il successo dell’organizzazione.

 

L’estensione del modello delle 16 competenze trasversali dal settore pubblico a quello privato rappresenta un’opportunità strategica significativa per promuovere una cultura organizzativa basata sulla collaborazione, sull’innovazione e sulla crescita continua.

Implementare un percorso formativo interdisciplinare, attivo e contestualizzato, che tenga conto delle specifiche esigenze di ogni azienda, è la chiave per affrontare le sfide del futuro.

Le competenze trasversali non sono solamente un’esigenza del presente, ma anche una strategia a lungo termine per costruire organizzazioni più resilienti, innovative e orientate al successo, indipendentemente dal settore di appartenenza.

In un mondo dove il cambiamento è diventato l’unica costante, investire nello sviluppo delle competenze trasversali significa investire nel futuro delle persone e delle organizzazioni.

Appendice:

Il Framework delle 16 competenze trasversali per il personale non dirigenziale delle Pubbliche Amministrazioni italiane, approvato dal Ministero della Pubblica Amministrazione, identifica 16 competenze suddivise in quattro aree principali, con l’aggiunta di tre valori trasversali che guidano l’azione individuale e collettiva.

 

Area 1: capire il contesto pubblico
  • Consapevolezza del contesto: capacità di comprendere l’ambiente istituzionale, normativo e sociale in cui l’amministrazione opera, riconoscendo le dinamiche e le implicazioni delle proprie azioni.
  • Soluzione dei problemi: abilità nell’analizzare situazioni complesse, identificare criticità e sviluppare soluzioni efficaci in linea con gli obiettivi dell’amministrazione.
  • Consapevolezza digitale: competenza nell’utilizzare strumenti digitali e tecnologie emergenti per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi lavorativi.
  • Orientamento all’apprendimento: propensione a sviluppare continuamente le proprie competenze e conoscenze, adattandosi alle evoluzioni del contesto lavorativo.

 

Area 2: interazioni nel contesto pubblico
  • Comunicazione: capacità di esprimere idee e informazioni in modo chiaro e appropriato, sia oralmente che per iscritto, facilitando la comprensione e la collaborazione.
  • Collaborazione: attitudine a lavorare efficacemente con colleghi e stakeholder, contribuendo al raggiungimento di obiettivi comuni.
  • Orientamento al servizio: impegno nel soddisfare le esigenze dei cittadini e degli utenti, garantendo qualità e tempestività nelle prestazioni offerte.
  • Gestione delle emozioni: capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle altrui, mantenendo comportamenti appropriati in diverse situazioni lavorative.

 

Area 3: realizzazione del valore pubblico
  • Affidabilità: dimostrazione di integrità, responsabilità e coerenza nelle proprie azioni, guadagnando la fiducia di colleghi e cittadini.
  • Accuratezza: precisione e attenzione ai dettagli nell’esecuzione dei compiti, assicurando la qualità dei risultati ottenuti.
  • Iniziativa: proattività nel proporre e implementare miglioramenti, anticipando problemi e opportunità.
  • Orientamento al risultato: determinazione nel perseguire gli obiettivi prefissati, superando ostacoli e mantenendo alta la motivazione.

 

Area 4: gestione delle risorse pubbliche
  • Gestione dei processi: capacità di pianificare, organizzare e monitorare attività e progetti, ottimizzando l’uso delle risorse disponibili.
  • Guida del gruppo: abilità nel coordinare e motivare il team di lavoro, favorendo un ambiente collaborativo e orientato al raggiungimento dei risultati.
  • Sviluppo dei collaboratori: impegno nel supportare la crescita professionale dei colleghi, attraverso feedback costruttivi e opportunità di formazione.
  • Ottimizzazione delle risorse: competenza nel gestire efficacemente le risorse finanziarie, materiali e umane, garantendo sostenibilità ed efficienza.

 

Valori trasversali a tutte le competenze
  • Integrità: adesione a principi etici e deontologici, agendo con onestà e trasparenza in ogni situazione.
  • Inclusione: promozione di un ambiente di lavoro equo e rispettoso, valorizzando la diversità e garantendo le pari opportunità.
  • Sostenibilità: impegno a considerare l’impatto ambientale e sociale delle proprie azioni, contribuendo a uno sviluppo responsabile e duraturo.

 

Riferimenti web:

https://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/DM_competenze_trasversali_personale_non_dirigenziale.pdf

https://lavoropubblico.gov.it/news-e-approfondimenti/d/2023/09/18/pubblicato-il-dm-sulle-competenze-trasversali-del-personale-non-dirigenziale

https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/concorsi-pubblici-competenze-trasversali/

https://upel.va.it/it/news/pubblicato-il-decreto-sulle-competenze-trasversali-per-il-personale-non-dirigenziale

https://www.tag24.it/749662-pubblica-amministrazione-richieste-soft-skills-personale-non-dirigenziale/

https://www.ilpersonale.it/lapprovazione-del-modello-delle-competenze-trasversali-dei-dipendenti-della-pubblica-amministrazione/

https://www.infoquadri.it/2023/10/pubblico-impiego-ecco-le-competenze-trasversali-del-personale-non-dirigenziale/

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