Le aziende spesso non sfruttano appieno il loro potenziale.

Nel corso della mia carriera di 35 anni, sono venuto in contatto con imprenditori di diverse piccole e medie imprese. Pur essendo ogni realtà unica, ho notato sempre un filo rosso che le accomunava: esisteva come una certa tendenza nel trascurare i propri valori e le proprie potenzialità di sviluppo.

Perché succede?

Mi sono chiesto a più riprese perché succedeva una cosa simile. D’altronde era come darsi la zappa sui piedi, eppure succedeva quasi sempre così. Le cause potevano anche essere diverse di volta in volta, ma spesso si trattava di una resistenza al cambiamento. Sembra infatti che le aziende tendono fisiologicamente ad abituarsi a fare le stesse cose in un certo modo consolidato. Da un certo punto in poi subentra la paura di uscire dalla propria zona di comfort, quella zone che bene o male ti ha garantito un risultato.

Questo atteggiamento può condurre nel tempo ad una serie di problemi, come:

  • Mancanza di innovazione: le aziende evitano l’innovazione e rischiano di rimanere indietro rispetto ai concorrenti che nel frattempo si sono evoluti.
  • Perdita di competitività: in un mercato globale, le aziende che rimangono a lungo in una zona di non competitività sono destinate a fallire nel medio termine.
  • Demotivazione dei dipendenti: i dipendenti che non si sentono valorizzati ed ascoltati, e che non hanno la possibilità di crescere professionalmente tendono a essere meno motivati, con la conseguenza di influire negativamente sulla produttività globale dell’impresa.

Cosa fare in tutti questi casi?

Per superare questo blocco, le aziende devono predisporsi a:

  • Avere una visione chiara del futuro: è importante sapere dove si vuole andare e come ci si vuole arrivare.
  • Essere aperte al cambiamento: bisogna togliersi dalla testa di aver paura di sperimentare nuove idee. Se bisogna farlo, uscire anche dalla propria zona di comfort, se necessario. Questo soprattutto se si vuol migliorare l’efficienza dei propri processi produttivi interni.
  • Investire nella formazione e nella valorizzazione dei collaboratori: i dipendenti sono il capitale più importante per un’impresa che si rispetti. È quindi fondamentale investire per farli crescere professionalmente, per tirar fuori da loro il meglio motivandoli ed inserendoli nei punti di processo giusti ed appropriati in base alle loro potenzialità.

Solo così le aziende potranno sfruttare appieno il loro potenziale dal punto di vista organizzativo, ottenendo come effetto finale un successo imprenditoriale permanente e duraturo nel tempo.

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