Un mistero irrisolto: perché le PMI trascurano i processi aziendali?
Perché molte PMI sottovalutano l’importanza di un Framework organizzativo di elevata qualità strategica?
Un paradosso che ho riscontrato spesso nel mio lavoro: manager convinti che il successo dipenda solo dalla “capacità di fare bene le cose“, assumendo personale valido per raggiungere gli obiettivi.
Eppure, la realtà è ben diversa:
- Personale talentuoso emigra. Nonostante le assunzioni di profili brillanti, spesso questi decidono di abbandonare la nave, attratti da contesti più stabili come la pubblica amministrazione. Così facendo, si alimenta un turn over dannoso per la PMI, la quale ha magari investito sulla formazione di tale personale.
- Processi trascurati nei loro dettagli. La leadership manageriale è portata a concentrarsi sugli organigrammi (chi sta sopra e chi sta sotto) delegando completamente l’onere di una eventuale analisi di processo ai “responsabili operativi”.
- Sala motori ignorata. Come capitani di una nave che non scendono mai sottocoperta, i manager non si preoccupano di cosa accade “nella stiva della nave”, ovvero nei processi aziendali che determinano il vero successo, visto anche che tali processi costituiscono la base della Tecnostruttura che regge tutta l’impalcatura dell’impresa.
Perché questa trascuratezza?
- Mancanza di consapevolezza. I manager non comprendono a fondo l’impatto cruciale e reale dei processi sul rendimento della tecnostruttura aziendale.
- Paura del cambiamento. Molto spesso il modificare i processi viene visto come un impegno troppo costoso per la “perdita” apparente di tempo e di denaro che esso genera, per non parlare poi delle resistenze interne che si incontrano una volta avviato il processo di modifica. Molte risorse infatti tendono a rimanere ancorate sui vecchi metodi lavorativi, non accettando nella pratica le nuove direttive impartite dall’alto.
- Priorità errate. Molto spesso vengono privilegiate le attività più immediate e visibili, tralasciando l’analisi strategica di lungo periodo.
Le conseguenze sono drammatiche:
- Perdita di talenti. Alla lunga, questo stato di cose porta a far sì che i dipendenti migliori se ne vadano, demotivati da una cultura aziendale che non valorizza il loro contributo.
- Inefficienza e sprechi. I processi inefficienti sono quelli che generano i reali sprechi di tempo e di denaro.
- Mancanza di competitività. Le PMI che non ottimizzano i propri processi interni non riescono a stare al passo con i competitor.
C’è una soluzione?
- Formazione manageriale. Sono in principal modo i manager che devono acquisire la consapevolezza sull’importanza dei processi e delle competenze umane per saperli gestire con efficienza ed efficacia.
- Cultura del miglioramento continuo. Fin dagli anni ’80 si è compresa l’importanza di creare un ambiente lavorativo dove l’analisi e l’ottimizzazione dei processi debbono risultare una parte integrante del lavoro quotidiano.
- Investire in tecnologie. Gli strumenti digitali che oggi, a differenza di ieri, sono a nostra disposizione, possono facilitare notevolmente l’analisi e l’automazione dei processi.
Solo così le PMI potranno trasformare la sala motori in un agglomerato di attività tutte predisposte per creare crescita e successo.
Un invito all’azione:
- Riflettere sul ruolo dei processi diventa strategico per il successo aziendale.
- Valutare l’attuale livello di maturità dei processi nella propria PMI è un tipo di analisi necessario da fare il più presto possibile.
- Investire nella formazione e nella cultura del miglioramento continuo è anch’esso uno step necessario per il coinvolgimento fattivo delle risorse umane.
- Va redatto quindi un programma di implementare delle soluzioni tecnologiche adeguate per ottimizzare i processi.
Insieme, possiamo aiutare le PMI a navigare i mari della competitività con processi efficienti e performanti. Un futuro prospero per le PMI è possibile.